Ecco la settimana del mannaggia la madonna si sta per concludere. Speriamo bene, oggi..va beh non lo dico che e’ meglio. Mi viene in mente un vecchio fatto accaduto del quale vi voglio rendere partecipi. Forse l’unica volta che so riuscito a bestemmiare piu’ de sta settimana.
Fiera dell’elettronica di Pescara, 27/11/2004
La Fiera
Come quasi ogni anno, si decide di andare alla fiera del radioamatore e dell’elettronica di Pescara, a circa 300 Km da casa mia, in umbria.
Il mio amico non e’ di qui, abita a una sessantina di chilometri. Partiamo da li’ verso le 14, un po’ in ritardo ma sticazzi. Il tempo naturalmente e’ di merda, uggioso, piove e c’e’ una nebbia che pare di stare in val Padana, tuttavia il viaggio e’ tranquillo e allegro, tra cazzate e ricordi; eravamo ignari della sfiga che ci stava per colpire. Arrivati a Pescara ci siamo incazzati non poco per trovare il modo di prendere l’Adriatica, per poi proseguire verso nord, a Silvi. Alla fine, senza in effetti perdere troppo tempo, alle 17 e qualcosa eravamo in fiera. La fiera di Pescara e’ sempre buona, la roba radiantistica sta inesorabilmente lasciando il posto a quella informatica, ma di affari, cianfrusaglie e giochini da vedere (gustosissima l’elica a pile che vola tipo elicottero) ce n’e’ sempre a bizzeffe.
E vai col liscio
Alle 19 la fiera chiude, cosi’ siamo tornati in auto e tra l’euforia della giornata ed i giochini acquistati perdiamo un po’ di tempo, e ripartiamo per tornare verso casa alle 19:30 circa. L’Adriatica e’ stressantissima, c’e’ un semaforo ogni 50 metri. Rigorosamente rosso, probabilmente li hanno dipinti di quel colore, non ci sono le lampadine come in tutti i semafori del mondo.
Piove, che palle. Toh, guarda quel tipo che giubbotto sembra un vigile urbano..o forse e’ un vigile veramente? Boh, non vedo l’auto dei vigili e ancora non siamo in citta’..ma sembra un vigile..il mio amico mi dice “frena!” io mi giro, vedo la macchina davanti ferma col rosso che sta molto vicina, freno, la macchina pattina, porcodio, lascio, rifreno, ripattina, porcodio, bum.
Caliamo a vedere i danni, due terzi dei miei neuroni erano ancora in idle mentre gli altri erano in loop di bestemmia. Il tipo tamponato esamina il suo paraurti poi dice che non gli ho fatto niente (..vuole che riprovo?!) e che per lui e’ ok. La mia macchina ha un fanale un po’ spostato e la mascherina non si regge, quindi la tolgo. Non vuole neanche le mie generalita’, dopo 5 minuti e’ gia’ nella sua auto che va e io nella mia. Si riparte. Che strano tipo.
Fantozzi
Riprendo l’autostrada, direzione Roma, esco a Popoli per andare verso l’Aquila. La Popoli-l’Aquila e’ una strada a 2 corsie tetra e deserta, specie alle 8 di sera passate. Beh e’ andata bene, alla fine me la cavero’ con qualche centinaio di euro dal carrozziere, fanculo le assicurazioni. Ritorna un po’ dell’allegria persa nel tamponamento, riiniziano a volare cazzate. La strada e’ cosi’ deserta che una volpe decide di tentare il suicidio sotto la mia auto ma fallisce miseramente, e scappa pure di corsa rifiutando di farsi fotografare con la macchina digitale che avevo prontamente tirato fuori. Dopo mezz’ora di strada ci ritroviamo di nuovo a Popoli, e capisco che ho girato in tondo come un coglione; rimetto qualche neurone al lavoro (vedi sopra). Va beh, ho fatto una 30ina di chilometri in piu’. Che sega. Inizio a stranirmi, faccio inversione e torno indietro. Stavolta vedo di stare attento al bivio che non ho preso, puttana eva. La strada risale molto, e dopo 4 chilometri sono gia’ in alto sopra a Popoli; e’ panoramicamente molto bella, ma di tutta ‘sta poesia me ne strasbatto perche’ inizio a avere anche fame. La strada e’ deserta, buia, e dico “secondo me ci stanno succedendo poche cose”, frase detta a meta’ fra lo scherzo e uno strano presentimento che avevo. Ed era tragicamente giusto. Dopo qualche chilometro noto con piacere che la temperatura del motore e’ sul rosso. Porcodio ecco ora siamo al gran completo. Accosto, apro il cofano, acqua finita. Per qualche minuto non ho capito piu’ un cazzo, nessun neurone era in idle ormai e bestemmiavo alla stragrande in quell’angolo buio delle montagne sopra a Popoli.
L’unica e’ intanto cercare di ritornare a Popoli, poi vedremo. Il motore si fredda, riaccendo senza acqua e in discesa, arrivo a 3-4 Km da Popoli, ma la temperatura del motore e’ di nuovo sul rosso. Riaccosto, spengo. Abbiamo bisogno di acqua, probabilmente il radiatore s’e’ bucato nell’impatto e sfiata.
Si ferma qualche auto, ma non passa un cane in questa strada di merda, puttana della madonna. E di quelli che si fermano nessuno ha acqua.
Dopo una decina di minuti passa un povero cristo che mi regala una bottiglietta di fanta da mezzo litro piena d’acqua, che il mio impianto beve in 0.2 secondi.
La cosa pero’ mi permette, con qualche altra pausa ogni tanto, di raggiungere sta cazzo di Popoli. Scopro con piacere che c’e’ un fiume, una fontanella pubblica ed e’ qui che imbottigliano l’acqua “Guizza”. Mi fermo e iniziamo il travaso nell’impianto di raffreddamento. Forse con qualche bottiglia di acqua riesco per lo meno a tornare a casa (mancano 200 Km circa, che bello) anche se il radiatore sfiata. Ma il radiatore non sfiatava. Il radiatore perdeva acqua a fiotti. E come cazzo ci sono arrivato fino a qua da Pescara? Non avevo idea, ma a sto punto avevo bisogno di un albergo e di un ristorante. Smontiamo il fanale e scopro che c’e’ un buco un un angolo di plastica del radiatore, dimensione circa 0.5 cm di diametro. Dopo esserci inzaccherati come maiali (macchina diesel) scopriamo che il buco e’ causato da un perno di supporto del radiatore spaccato con l’urto. Il mio amico rimedia i numeri di un paio di alberghi ma non rispondono; la pattuglia dei carabinieri ci informa che un albergo ha chiuso e l’altro e’ in restauro. Altri albergi a Sulmona, 20 Km di salita.
Evviva. Domandiamo ai carabinieri se c’e’ un ristorante. Nada, solo un bar. Eh te pareva che almeno riuscivo a mangiarmi una cazzo di pizza dopo sta bella giornata?
Con il radiatore mezzo pieno (o mezzo vuoto) ci scortano a sto bar, dove mangiamo delle pizzette surgelate scaldate. Alle 1:30 il bar chiude, e noi andiamo a dormire in macchina davanti alla caserma dei carabinieri (chiaramente senza riscaldamento, se no il motore fondeva).
Il buongiorno si vede dal mattino
Al mattino cerchiamo un meccanico che ci dia una mano a riparare temporaneamente il guasto. Indovinato? Manco uno, tutti fuori o irreperibili. Voglio inventare un nuovo tipo di bestemmia, le esistenti non rendono piu’. Qualche anima pia ha provato a darci dei suggerimenti ma noi decidiamo di provare a arginare un po’ il buco con del nastro isolante. Dopo qualche tentativo andato fallito, finalmente la combinazione “pallina di nastro isolante – pezzo di busta in nylon da supermercato – gommino e perno rotto che premono sul tutto” sembra arginare in maniera decente la perdita di acqua. Al supermercato compro 12 bottiglie da un litro e mezzo di acqua, dovrebbero bastare per il viaggio. Ora il single point of failure e’ il gommino, se con le vibrazioni cade sono fottuto. Cosi’ decidiamo di legarlo con uno spaghetto alla carrozzeria gentilmente offerto da un benzinaio impietosito, e di controllare il tutto ogni tanto. Si riparte, e facendo varie tappe di rabbocco e controllo spaghetto – gommino riusciamo a ritornare prima a casa del mio amico, poi a rientrare a casa mia. Che weekend meraviglioso.
Cosa e’ successo, col senno di poi
Con il tamponamento il perno del radiatore non era rotto, ma probabilmente si era solo crinato, ma il radiatore lo teneva in tiro. Ho fatto un centinaio di chilometri con il radiatore che sfiatava probabilmente, e me ne sono accorto quando l’acqua e’ finita; mi sono fermato e il motore si e’ freddato. Con la contrazione termica il perno non c’e’ l’ha fatta piu’ ed ha ceduto (botta tremenda sentita in montagna da fermi, ma tra le bestemmie non gli era stato dato il giusto peso), ma non usciva niente perche’ l’acqua era finita.
Fantozzi? Ma per favore, fate un film su di me, lo frego alla grande.