Quando vidi nel lontano 1992 il bellissimo film “2022: i sopravvisuti” fui preso da un misto di sgomento e curiosità e mi chiesi se mai fosse stato possibile un futuro così. Film cult fantascienza del 1973, descrive chiaramente un mondo che ha raggiunro i “limits to growth”, uno dei primi rapporti che documentano l’insorgere della questione ambientale in termini globali.
Ecco, mi fermo oggi ad osservare questa oscura visione fantascientifica, ci penso e non la vedo poi così tanto lontana. Oggi si vedono chiaramente le prime avvisaglie di un mondo che sta per collassare su se stesso, chiuso nei suoi meccanismi autodistruttivi. Ma d’altronde, forse, noi siamo solo di passaggio.
Dagl’ultimi rapporti forniti da APAT, emerge una tra le tante crisi ambientali che il nostro pianeta sta vivendo, la moria delle api. In talia come ci dice il comunicato stampa ne sono morte il 50% , in Inghilterra e America la strage è ancora più drammatica. Ma a noi, in fin dei conti, cosa importa? Si può far a meno del miele. Ma la questione non è così semplice. Le api tramite la loro impollinazione servono, putroppo, alla crescita di molte culture tra cui mele, pere, mandorle, agrumi, pesche, kiwi, castagne, ciliegie, albicocche, susine, meloni, pomodori, zucchine, soia, girasole,colza e sono a rischio anche le colture foraggiere a seme, i pascoli in sintesi. Potete ben immaginare la portata del disastro?
Allora da cosa è causata questa moria?
Ancora non si sa per certo, forse concimi particolarmente dannosi, forse onde elettromagnetiche, l’ambiente che sta inevitabilmente cambiando sotto la nostra continua devastazione, le api, di conseguenza, non trovano più l’alveare e muoiono.
Quello che mi stupisce è la scarsa informazione che circonda questo evento, provate ad immaginare cosa succederebbe si ci fosse un crollo della produzione dei vegetali e della frutta, delle colture che permettono gli allevamenti, io credo che facilmente si potrebbe arrivare ad una situazione economica inquietante. Possiamo dire che oggi il costo della vita a causa dell’esaurimento delle risorse diventa sempre più insostenibile e non sembra cambiare per niente rotta, forse, un giorno, anche noi mangeremo il Soylent.



