
Bella la “Robin Hood tax” anzi bellissima. Che bello finalmente un governo che pensa a tutti e non solo alle grandi aziende.
Per chi non lo sapesse la Robin Hood tax è la tassa che l’attuale ministro dell’economia Tremonti vorrebbe far pagare ai petrolieri. Come dice Tremonti i petrolieri sono troppo ricchi e devono contribuire maggiormente all’economia del paese.
Tutto bello, fin troppo. Fermiamoci un attimo a pensare, ma davvero abbiamo trovato chi non tassa il ceto medio ma i grandi capitali. C’è qualcosa di strano.
Berlusconi ha vinto le elezioni con lo slogan meno tasse per tutti, ha addirittura tolto l’ici, ma si è trovato con un piccolo problema, le casse delle stato sono vuote anzi il deficit aumenta giornalmente visti gli interessi. Ed ecco il colpo di genio. Tassare gli italiani senza che gli italiani se ne accorgano. Direte voi impossibile, invece è possibile.
Immaginate questo scenario, io governo tasso i petrolieri, tutti gli italiani sono felici, i petrolieri rincarano la benzina per fare si che i costi delle maggiori tasse non escano dalle loro tasse ma da tutti noi che ogni giorno facciamo benzina, ed eccovi la Robin Hood Tax. Perché sono stati scelti i petrolieri e non le altre categorie di aziende sempre con alti volumi di affari. Semplice, il prezzo della benzina è quello che varia più velocemente in cui un rincaro dei prezzi non stupirebbe nessuno.
Qualcuno potrebbe storcere il naso e dire, così non si potrebbe tassare nessuna società. Invece è più semplice di quanto sembri, basta bloccare i prezzi della benzina o al massimo farli salire o scendere linearmente con il costo del barile. Questo è l’unica soluzione che si ha per far pagare effettivamente le tasse ai petrolieri e non nascondere una tassazione di massa come una misura per far contribuire i grandi capitali.
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