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Uno spazio fuori dal comune, una comunita' di gente un po' suonata, che a volte scrive cose insensate, stravaganti, ma anche importanti eventi, situazioni degne di nota, proteste su ingiustizie che capitano quotidianamente... Che stai aspettando, fatti un giro.

August
29
2008
15:35
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Quando vidi nel lontano 1992 il bellissimo film “2022: i sopravvisuti” fui preso da un misto di sgomento e curiosità e mi chiesi se mai fosse stato possibile un futuro così. Film cult fantascienza del 1973, descrive chiaramente un mondo che ha raggiunro i “limits to growth”, uno dei primi rapporti che documentano l’insorgere della questione ambientale in termini globali.


Ecco, mi fermo oggi ad osservare questa oscura visione fantascientifica, ci penso e non la vedo poi così tanto lontana. Oggi si vedono chiaramente le prime avvisaglie di un mondo che sta per collassare su se stesso, chiuso nei suoi meccanismi autodistruttivi. Ma d’altronde, forse, noi siamo solo di passaggio.

Dagl’ultimi rapporti forniti da APAT, emerge una tra le tante crisi ambientali che il nostro pianeta sta vivendo, la moria delle api. In talia come ci dice il comunicato stampa ne sono morte il 50% , in Inghilterra e America la strage è ancora più drammatica. Ma a noi, in fin dei conti, cosa importa? Si può far a meno del miele. Ma la questione non è così semplice. Le api tramite la loro impollinazione servono, putroppo, alla crescita di molte culture tra cui mele, pere, mandorle, agrumi, pesche, kiwi, castagne, ciliegie, albicocche, susine, meloni, pomodori, zucchine, soia, girasole,colza e sono a rischio anche le colture foraggiere a seme, i pascoli in sintesi. Potete ben immaginare la portata del disastro?

Allora da cosa è causata questa moria?

Ancora non si sa per certo, forse concimi particolarmente dannosi, forse onde elettromagnetiche, l’ambiente che sta inevitabilmente cambiando sotto la nostra continua devastazione, le api, di conseguenza, non trovano più l’alveare e muoiono.
Quello che mi stupisce è la scarsa informazione che circonda questo evento, provate ad immaginare cosa succederebbe si ci fosse un crollo della produzione dei vegetali e della frutta, delle colture che permettono gli allevamenti, io credo che facilmente si potrebbe arrivare ad una situazione economica inquietante. Possiamo dire che oggi il costo della vita a causa dell’esaurimento delle risorse diventa sempre più insostenibile e non sembra cambiare per niente rotta, forse, un giorno, anche noi mangeremo il Soylent.

August
29
2008
15:30
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Robin Hood
Bella la “Robin Hood tax” anzi bellissima. Che bello finalmente un governo che pensa a tutti e non solo alle grandi aziende.
Per chi non lo sapesse la Robin Hood tax è la tassa che l’attuale ministro dell’economia Tremonti vorrebbe far pagare ai petrolieri. Come dice Tremonti i petrolieri sono troppo ricchi e devono contribuire maggiormente all’economia del paese.
Tutto bello, fin troppo. Fermiamoci un attimo a pensare, ma davvero abbiamo trovato chi non tassa il ceto medio ma i grandi capitali. C’è qualcosa di strano.
Berlusconi ha vinto le elezioni con lo slogan meno tasse per tutti, ha addirittura tolto l’ici, ma si è trovato con un piccolo problema, le casse delle stato sono vuote anzi il deficit aumenta giornalmente visti gli interessi. Ed ecco il colpo di genio. Tassare gli italiani senza che gli italiani se ne accorgano. Direte voi impossibile, invece è possibile.
Immaginate questo scenario, io governo tasso i petrolieri, tutti gli italiani sono felici, i petrolieri rincarano la benzina per fare si che i costi delle maggiori tasse non escano dalle loro tasse ma da tutti noi che ogni giorno facciamo benzina, ed eccovi la Robin Hood Tax. Perché sono stati scelti i petrolieri e non le altre categorie di aziende sempre con alti volumi di affari. Semplice, il prezzo della benzina è quello che varia più velocemente in cui un rincaro dei prezzi non stupirebbe nessuno.
Qualcuno potrebbe storcere il naso e dire, così non si potrebbe tassare nessuna società. Invece è più semplice di quanto sembri, basta bloccare i prezzi della benzina o al massimo farli salire o scendere linearmente con il costo del barile. Questo è l’unica soluzione che si ha per far pagare effettivamente le tasse ai petrolieri e non nascondere una tassazione di massa come una misura per far contribuire i grandi capitali.